giovedì 14 dicembre 2023
Abisso e Superficie
martedì 10 ottobre 2023
Salam Eshgham (Ciao amore)
sabato 23 settembre 2023
Equinozio
Ottobre ormai è già in stazione
E cerca un taxi su cui salire
Questa foglia arancione sembra un azzardo
Il mio dolore cade in letargo
La luce fa spazio all’oscurità
In autunno fanno metà e metà
Non piove ancora, ma dovrebbe
E ho scelto le scarpe sbagliate
Non piove ancora, ma potrebbe
E ho fatto le scelte sbagliate
Rimando il cambio di opinione
Come ho fatto con quello di stagione
Aprile adesso è giù al portone
E cerca il citofono a cui suonare
La foglia è verde, chi può negarlo?
C’è l’ora legale e non me ne accorgo
La luce avanza sull’oscurità
In primavera fanno metà e metà
Non piove ancora, ma dovrebbe
E ho scelto le scarpe sbagliate
Non piove ancora, ma potrebbe
E ho fatto le scelte sbagliate
Rimando il cambio di opinione
Come ho fatto con quello di stagione.
mercoledì 18 gennaio 2023
Sono sempre stato qui
Esposto al sole e alla luna calante
Senza aspettare il tuo ritorno
E sperandoci di nascosto, a notte fonda
Quando gli scuri sono chiusi
I pazzi russano
E la luce dei lampioni trema.
Ho visto calzini stesi ad asciugare
Di tutte le taglie e di tutti i colori
Mutande bucate dalla vita
Con gli elastici provati dalla resistenza.
Coi fulmini, la grandine
E il caldo africano
Sono sempre stato qui.
E anche ad occhi chiusi
So riconoscere
Il pulviscolo stellare portato dal tuo vento.
venerdì 21 gennaio 2022
Buon Compleanno, Cat Power!
Canzoni tragiche cantate
con una voce calda e dolcissima: a costo di semplificare, si potrebbe riassumere così la produzione
musicale di Cat Power, che compie oggi 50 anni.
Ragazza dal passato
nomade e doloroso, esordisce all’interno della scena alternativa newyorkese
negli anni 90, grazie all’incontro con Steve Shelley, batterista dei Sonic
Youth, che la incoraggia a registrare le sue canzoni e suona nei suoi primi due
album.
Il suo stile,
inizialmente scarno e minimalista, viene messo a fuoco con “Moon pix” del ’98
(uno dei suoi dischi più acclamati insieme a “The Greatest” del 2006), ma continuerà
a modificarsi negli anni, divenendo country, soul e soprattutto blues, fino a
mischiarsi recentemente con l’elettronica.
Oltre che per il suo
timbro inconfondibile e le cover in cui stravolge successi altrui, Cat Power è
famosa per le bizzarre, imprevedibili e criticate esibizioni live.
Un po’ per la sua
difficoltà a gestire l’ansia da palcoscenico e un po’ per i suoi passati
problemi di dipendenza dall’alcol, i suoi concerti, spesso misteriosamente
interrotti, o caratterizzati da scalette del tutto sfilacciate (con canzoni
eseguite a metà o mescolate caoticamente l’una all’altra) sono diventati una
prova del nove per i suoi fans, che si sono divisi tra chi l’ha rinnegata,
accusandola di non essere professionale, e chi l’ha amata ancora di più per il
coraggio con cui porta sul palco la sua vulnerabilità.
Tra allontanamenti dalle
scene per crolli psicofisici e incursioni nel mainstrem (è stata testimonial
per Chanel e ha avuto un cameo in “Un bacio romantico” di Wong Kar-wai), il
passato recente l’ha vista diventare mamma, ricevere un omaggio da Dave Gahan
(che ha riletto la sua “Metal heart”) e ritornare, dopo sbandate verso sonorità
per lei insolite, ai suoni caldi e analogici che l’hanno resa famosa.
La settimana scorsa è
uscito il suo terzo album di cover, che si chiude con una rilettura tenera e
straziante di “I’ll be seeing you”, resa famosa da Billie Holiday, Frank
Sinatra e gente di questo calibro. Inoltre, questo nuovo album contiene una
buona notizia.
Imprevedibile com’è, in un disco di tributi Cat Power coverizza
anche se stessa, prendendo una canzone autografa in cui parlava di
autodistruzione, “Hate” e le cambia il titolo in “Unhate”.
A questo proposito ha
recentemente detto in un’intervista: “È una canzone che ho scritto in un brutto
periodo e mi ha sempre messo ansia, volevo e dovevo rimediare. Ho iniziato a
pensarci quando ho scoperto di essere incinta: a quel punto c’era un’anima che
cresceva dentro di me, nella mia pancia. Non potevo più esimermi dal confronto
con quel brano che ho poi tramutato in Unhate per non
guardarmi più indietro, per dire a me stessa che il dolore si può sempre
superare, per dare speranza”.
https://www.youtube.com/watch?v=6IRxf4Ll5EE
mercoledì 12 gennaio 2022
Tra le favole in mutande
sabato 23 ottobre 2021
Una stanchezza che viene da lontano
C’è una stanchezza che viene
da lontano.
Non ha a che fare con
quanto hai dormito o lavorato, con la qualità dei pensieri e dei cibi che hai
ingerito, e neppure con la quantità d’acqua con cui ti sei innaffiato.
Vorresti sapere da dove
viene ma forse parla una lingua diversa dalla tua. Oppure, semplicemente, non ha
voglia di dirtelo. Sarà stufa di questa domanda, glielo chiederanno
continuamente.
Abbassa perfino i suoi
occhi stanchi, quando provi a comunicarle a gesti. Può darsi che voglia solo essere
lasciata in pace.
Le offro il mio divano e
una copertina. E mentre dorme con la bocca spalancata, cerco il suo volto nel
cestino del telefono, tra le foto venute male e cancellate troppo in fretta.
Cerco i suoi lineamenti tra i pensieri bisbigliati e sopraffatti dal rumore di
fondo.
Annuso di nascosto i
vestiti che ha appoggiato sulla sedia, in cerca di un odore che mi sia
familiare.




