mercoledì 12 gennaio 2022
Tra le favole in mutande
sabato 23 ottobre 2021
Una stanchezza che viene da lontano
C’è una stanchezza che viene
da lontano.
Non ha a che fare con
quanto hai dormito o lavorato, con la qualità dei pensieri e dei cibi che hai
ingerito, e neppure con la quantità d’acqua con cui ti sei innaffiato.
Vorresti sapere da dove
viene ma forse parla una lingua diversa dalla tua. Oppure, semplicemente, non ha
voglia di dirtelo. Sarà stufa di questa domanda, glielo chiederanno
continuamente.
Abbassa perfino i suoi
occhi stanchi, quando provi a comunicarle a gesti. Può darsi che voglia solo essere
lasciata in pace.
Le offro il mio divano e
una copertina. E mentre dorme con la bocca spalancata, cerco il suo volto nel
cestino del telefono, tra le foto venute male e cancellate troppo in fretta.
Cerco i suoi lineamenti tra i pensieri bisbigliati e sopraffatti dal rumore di
fondo.
Annuso di nascosto i
vestiti che ha appoggiato sulla sedia, in cerca di un odore che mi sia
familiare.
lunedì 18 ottobre 2021
Stasera Cicoria
Stasera cicoria, divina miseria
Ricorda l'infanzia e la capisci più in là.
Stasera cicoria, sbolle l'incuria
Così amarognola, lei se ne va.
Stasera cicoria, porca miseria
Esaltata dal limone, viva l'aspra verità.
martedì 7 settembre 2021
Giuni, in anticipo sui tempi.
Giuni
Russo avrebbe compiuto settant’anni oggi.
Ci
ha lasciati poco più che cinquantenne per via di un male incurabile ed è un
peccato che, a distanza di quasi vent’anni da quella sua partenza prematura, ancora
oggi nella memoria di molti sia “solo” l’interprete di “Un’estate al mare”.
Sia
chiaro che, se anche così fosse, non ci sarebbe certo nulla di male.
“Un’estate
al mare” è una canzone pop pressoché perfetta, scritta da Giusto Pio e Franco
Battiato che, nella versione in studio, eseguì una seconda voce sul canto.
Fu
un grande successo dell’estate dell’82 e diede modo alla cantante siciliana di
esprimere la sua enorme estensione vocale, spaziando dalle note basse fino a
quelle disumane in cui imitava il verso dei gabbiani.
Paloma
San Basilio ne incise anche una versione in spagnolo (“Unas vacaciones”), la
stessa che Giuni aveva rifiutato perché il testo era stato completamente
stravolto.
A
proposito del testo, quanti di noi, pur avendolo canticchiato, ne hanno colto
il suo reale significato? La voce narrante è una prostituta che racconta la sua
faticosa quotidianità e si proietta con la fantasia nel sogno borghese delle vacanze
al mare. Ascoltare (con attenzione) per credere! Non a caso si vocifera che, nella
versione originale del testo, la prima strofa recitasse “Per le strade
mercenarie del sesso che procurano fantastiche EREZIONI” poi corretto in “ILLUSIONI”.
Insomma,
dietro un brano pop spesso c’è molto più di quanto siamo capaci di percepire.
Relegata
nella gabbia di quel successo estivo sia dai suoi discografici che dalla
memoria del pubblico, Giuni Russo è stata però molto di più: non solo ha inciso
i migliori dischi pop italiani degli anni Ottanta (pieni di harmonizer, suoni
elettronici e testi insoliti) ma è stata un’artista sperimentale e d’avanguardia
che ha mischiato tra loro generi musicali apparentemente inaccostabili.
Nell’album
“A casa di Ida Rubinstein” (1988) ha omaggiato Verdi,
Donizetti e Bellini interpretando le loro arie da camera arrangiate con suoni
moderni, contaminando la classica col pop e il jazz, e nella fase matura della
sua carriera ha avuto una profonda svolta mistica, diventando devota a Santa
Teresa D’Avila e adattando in musica alcuni testi di San Giovanni della Croce
(le meravigliose “La sposa” e “La sua figura”, scartata in extremis da Sanremo
nel ‘94).
Dopo
esser stata ingiustamente emarginata dai mass media (complice la guerra che le mosse
la sua ex discografica Caterina Caselli), per avere l’opportunità di tornare
davanti al grande pubblico è stato necessario lo zampino di Pippo Baudo, che l’ha
fortemente voluta in gara al Festival di Sanremo del 2003 con “Morirò d’amore”,
brano più volte bocciato dalle selezioni delle edizioni precedenti. Sul palco
dell’Ariston la cantante, già malata, si presentò col cranio visibilmente reso
calvo dalla chemioterapia ma abbellito da originali disegni.
In
occasione di questo settantesimo compleanno mancato, nei prossimi giorni verrà
pubblicata una riedizione di “A casa di Ida Rubinstein”: un cofanetto
contenente, oltre all’album nella sua versione originale , una nuova registrazione
(con interventi di Battiato e dei jazzisti Paolo Fresu e Uri Caine) e un dvd
live.
Siamo
ancora in tempo per rivedere e ampliare il ricordo che abbiamo di questa voce
unica che non si limitava a compiacersi della propria bellezza. Siamo ancora in
tempo per darci una seconda possibilità, comprendere oggi ciò che all’epoca ci
è risultato ostico e ammettere che tale errore di valutazione è avvenuto perché
Giuni Russo, come molti grandi artisti, ha saputo giocare in anticipo sui tempi.
mercoledì 18 agosto 2021
Lalli
Compie
oggi 65 anni un tesoro nascosto della musica italiana: Marinella Ollino, in
arte Lalli che, prima di rivelarsi un’ottima cantautrice, è stata la voce dei
torinesi Franti.
Se
a molti, ripensando alla cosiddetta scena alternativa italiana degli anni
Ottanta, vengono immediatamente in mente i nomi dei Cccp e dei Diaframma di
Federico Fiumani, non tutti forse si ricordano dei Franti.
Punk
più nell’attitudine che nel loro stile musicale, che invece era eclettico e
difficilmente classificabile, i Franti prendevano il nome da un personaggio
“cattivo” del libro “Cuore” di Edomondo De Amicis e, del movimento di cui
facevano parte, sono stati i più radicali nel rifiutare le regole del mercato:
veri e propri pionieri del no-copyright, non erano iscritti alla Siae e hanno
avuto una distribuzione ai limiti della clandestinità.
Dopo
lo scioglimento della band, le due anime del gruppo, Lalli e il
sassofonista/chitarrista Stefano Giaccone, daranno vita a numerosi progetti
(Environs, Orsi Lucille, Howth Castle e altri ancora), ma bisognerà aspettare
un bel po’ di tempo per scoprire che Lalli, oltre ad avere una voce molto
speciale, è anche una notevole autrice.
Siamo
alla fine degli anni novanta quando, secondo un aneddoto raccontato dalla
cantante stessa in un’intervista, suo padre, che era molto legato a “Bella
ciao”, le appare in sogno e le chiede affettuosamente “Canta la mia canzone”:
lei al risveglio scrive “Brigata partigiana Alphaville” che finirà in “Tempo di
vento”, il suo acclamato esordio solista.
Il
disco, che contiene anche un adattamento in italiano di “Famous blue raincot”
di Leonard Cohen, viene pubblicato nel 1998 da “Il Manifesto” e, complice anche
un prezzo politico e la distribuzione nelle edicole, vende diecimila copie e
ottiene diversi riconoscimenti.
Dopo
verrà “Testa storta”, scritta insieme a Pietro Salizzoni per la colonna sonora
di “Preferisco il rumore del mare” di Mimmo Calopresti, che finirà nel
successivo album “All’improvviso, nella mia stanza”.
Ci
saranno pochissimi altri album, ma tutti di spessore, due applaudite prove come
attrice cinematografica (“Nemmeno il destino” di Daniele Gaglianone e “Senza
fine” di Roberto Cuzzillo) e una raccolte di poesie pubblicata nel 2017.
Il
suo ultimo disco, firmato a quattro mani col contrabbassista Stefano Risso,
risale a cinque anni fa e la sua ultima apparizione dal vivo è stata ad un
concerto evento dei Franti, riuniti nella formazione originale, nel 2019.
Lalli
non è su nessun social, non ha un canale YouTube, perfino la sua pagina su
Wikipedia non è del tutto aggiornata, tanto che per avere sue notizie recenti
bisogna imbattersi in un lavoro certosino di ricerca in rete, che spesso porta
a risultati frustranti.
Lalli
rappresenta di sicuro un modo originale di presenziare nel mondo artistico: ha
avuto una carriera frammentaria, sensibile a lunghissime pause, in parte dovute
anche a problemi di salute, tanto che, per chi la ama, è difficile non
rimproverarle di essere più presente, non sperare in un suo ritorno.
In
cambio di questa scelta del tutto personale ci ha offerto però la sua voce
particolarissima, a tratti quasi inquietante, capace tanto di accarezzarci
quanto di toccarci proprio in quel punto lì, dove ci fa male e dove ogni tanto
occorre rivolgere lo sguardo.
Ha
usato questa sua voce per raccontarci delle storie forse non sempre immediate,
ma di una bellezza avvolgente e malinconica. E di questo non possiamo fare
altro che esserle grati.
https://www.youtube.com/watch?v=C9sqnYyuepI
sabato 7 agosto 2021
"Amore disperato", tormentone dell'estate 1983
venerdì 30 luglio 2021
Buon Compleanno, Kate Bush!
Nel 1978 non c’ero ancora ma, se ci fossi stato, avrei sicuramente fatto parte dei punkettoni.





